TREBBIANO D'ABRUZZO

Il vitigno

La zona di produzione del Trebbiano d'Abruzzo è praticamente estesa a tutta la regione. Viene ricavato dal mosto fiore del vitigno omonimo ed ha colore giallo paglierino chiaro o dorato. Il vitigno Trebbiano d'Abruzzo viene indicato anche con la denominazione di Bombino bianco. I suoi grappoli sono di media grandezza, di forma piramidale, alati e, secondo una visione alquanto fantastica, rassomigliano ad un bambino con le braccia distese: di qui il nome di "Bambi-no" e poi "Bombino".
Oltre al Trebbiano d'Abruzzo ed al Trebbiano toscano, anche se in minima parte, concorrono alla produzione di questo vino i vitigni Passerina e Cococciola, quest'ultimo di discreta vigoria, dalla produzione costante ed abbondante, ed originario dell'Abruzzo. Etimologicamente non è facile designare l'origine del nome "Trebbiano". Plinio, nella sua "Storia Naturale", parla di un "Trebulanum" che pare fosse originario della Campania e, precisamente, della zona di Caserta. Di qui sarebbe stato importato in Abruzzo.


La DOC

Le uve destinate alla produzione del vino Trebbiano d'Abruzzo D.O.C. vengono ottenute da vigneti ubicati in terreni collinari o di altopiano, la cui altitudine non deve essere superiore ai 500 metri s.l.m., ed eccezionalmente ai 600 metri s.m.l. qualora siano esposti a mezzogiorno. I vitigni consentiti sono il Trebbiano d'Abruzzo (Bombino bianco) e/o Trebbiano toscano. Possono concorrere, fino ad un massimo del 15%, i vitigni Malvasia toscana (Malvasia del Chianti), Cococciola e Passerina (Biancame).


Denominazione: Trebbiano d'Abruzzo
Decreto istitutivo: 28/06/1972
Pubblicazione: GU n° 221 del 25/08/1972
Resa massima per ettaro: 175q
Resa massima uva/vino: 70%
Titolo alcolometrico minimo naturale dell'uva: 10%
Titolo alcolometrico totale minimo del vino: 11%
Acidità totale minima: 5,0 g/l
Estratto secco netto minimo: 16,0 g/l
Province di produzione: Chieti
L'aquila
Pescara
Teramo



DI BONAVENTURA
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